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San Vito lo Capo ..::.. LA SPIAGGIA

Ormai giunto all' UNDICESIMA Edizione del Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo che si terrà nell’incantevole scenario della cittadina siciliana dal 23 al 28 settembre e che, per qualche giorno, trasformerà San Vito Lo Capo nella Capitale Mondiale del Cous Cous.

Il significato dell’evento è tutto racchiuso nel gesto della preparazione di questo piatto tra i più conosciuti al mondo e soprattutto tra i più diffusi nei Paesi del Mediterraneo: l’incocciata in cui le tradizioni non si sovrappongono ma si amalgamano pazientemente secondo un rito antico e armonioso. Il Cous Cous Fest è dedicato a questo piatto speciale che riesce a racchiudere al suo interno i colori i profumi e i sapori di tradizioni diverse legate da un unico mare.

Secondo la leggenda il piatto è legato a re Salomone, al suo amore non corrisposto per la regina di Saba. Fu un piatto di Cous Cous a guarire il sovrano dal mal d’amore e dalla inappetenza e ancora oggi questo è uno dei racconti più suggestivi sull’appetitoso piatto e sulle sue numerose varianti, nonostante, come possono confermare gli esperti in materia di alimentazione e gastronomia, si tratta di una leggenda che, probabilmente, ha poco riscontro nella realtà dato che le origini di questo piatto non sono arabe o semitiche.

Il Cous Cous è in realtà il simbolo della tradizione maghrebina e dell’unione dei popoli del Mediterraneo.

Le ricette per preparare un Cous Cous ad arte sono tra quelle più scaricate da Internet dove il Cous Cous viene segnalato come una specialità della cucina araba. Di fatto si tratta, appunto, di un piatto tipico delle popolazioni maghrebine di Marocco, Tunisia, Libia, Algeria che utilizzano i chicchi di semola di grano, d’orzo e più raramente di mais e li cucinano a vapore nella couscousiera tradizionale con un contorno che varia al variare delle stagioni. Questo porta gli studiosi ad affermare con certezza che il Cous Cous è un piatto africano (e infatti anche nei Paesi Arabi il Cous Cous viene servito come specialità d’importazione e spesso viene realizzato in versioni molto diverse da quelle maghrebine). In tutti i Paesi dell’area subsahariana diverse varietà di cereali (miglio, sorgo etc..) vengono cucinate con una tecnica molto simile e rappresentano il piatto unico per eccellenza di cui si alimentano da secoli le popolazioni indigene.

In Europa del Cous Cous si viene a conoscenza soltanto nel 1630 quando il romanziere Jean Jaques Bouchard assaggiò la ricetta a Tolone. Mentre il primo a scrivere del Cous Cous in un ricettario italiano fu Pellegrino Artusi nel suo celebre La Scienza in Cucina e l’arte di Mangiare bene pubblicato nel 1891 e che ancora fa bella mostra nelle cucine di molte case. Per Artusi hanno un grande merito della diffusione del Cous Cous nelle tavole italiane le comunità ebraiche che, dopo la diaspora, esportarono le loro tradizioni nelle città in cui si stabilirono.

A voler semplificare o attualizzare il Cous Cous è un vero e proprio piatto Glocal, che ha viaggiato e che continua a viaggiare, un tempo con gli emigranti, oggi grazie alla diffusione delle informazioni e delle abitudini o delle mode alimentari.

Il Cous Cous siciliano, in particolare dell’area occidentale della Sicilia, è sicuramente frutto dello scambio dei pescatori siciliani con le vicine popolazioni del Nord Africa. E a San Vito lo Capo sembra proprio che il Nord Africa si sia trasferito in Sicilia. Un piccolo borgo marinaro, una perla incastonata tra due riserve naturali, quella dello Zingaro e quella di Monte Cofano, un piccolo centro caratterizzato da case bianche e basse circondate da bouganville, hibiscus, gelsomino, alberi di aranci e limoni, una spiaggia lunghissima di sabbia bianca e finissima e una scogliera a picco sul mare punto privilegiato di osservazione dell’intera costa. Ad arricchire una atmosfera di per sé affascinante in occasione del Cous Cous Fest, sulla spiaggia è stata realizzata una tenda berbera che ospiterà alcuni degli appuntamenti.

Il Cous Cous Fest è un evento davvero ricco fatto di buon cibo, grande musica, ottimo vino, il suono di lingue diverse, i profumi di terre lontane e vicine. Una competizione gastronomica ghiotta e pacifica che vede come contorno laboratori di cucina, degustazioni guidate di vini e di prodotti tipici, serate gastronomiche di cucina siciliana, incontri letterari dal titolo “La Penna e la Forchetta”, concerti di fusion e di world music, il tutto con ospiti d’eccezione sia nel panorama gastronomico che in quello musicale e dell’intrattenimento.

Tra i concerti più importanti il Cous Cous Fest ospiterà l’esibizione di Khaled, il re della musica algerina e gli Agricantus, band siciliana tra le più sensibili nel panorama della World Music con sonorità e ritmi che creano un ponte tra la Sicilia e i Paesi del Nord Africa.

Saranno ospiti del Cous Cous Fest Gianfranco Vissani e chef stellati scelti tra i più importanti esponenti della cucina siciliana d’autore. Nei diversi giorni del festival si svolgeranno degustazioni di Cous Cous realizzati dagli chef della Costa d’Avorio, del Senegal, del Marocco, della Tunisia e del Brasile ciascuno con le proprie specificità territoriali (ad esempio i Tuberi di manioca utilizzati in Costa d’Avorio, lo smen e la cannella in Marocco o i cuori di palma in Brasile).
Tutti i giorni lo chef Kumalè dirigerà i lavori dei Laboratori del Mediterraneo.

La Conferenza sSmpa di presentazione dell’evento si terrà Mercoledì 26 settembre alle ore 17.00 e interverranno Stefano Bonilli Presidente della Giuria e Vittorio Castellani giornalista gastronauta esperto delle cucine del mondo.

Venerdì 28 settembre si svolgerà la cerimonia che premierà il miglior Cous Cous tra gli otto Paesi in gara.

Tutte le iniziative saranno “innaffiate” dai vini Fazio, nota azienda vitivinicola di Erice, cantina e sponsor ufficiale dell’evento.
 

 (FONTE : Sicily News )

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