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LA DOMENICA DELLE
PALME
In questo giorno presso
tutte le chiese
parrocchiali si trovano
grandi cesti di rametti
d’ulivo e di palme
intrecciate, essi sono
la forma modestissima di
una antica e ricca
tradizione mediterranea
che rievocava l’ingresso
di Gesù a Gerusalemme.
Tale giorno, secondo
un’antica tradizione
popolare, era indicata
"Pasqua Fiorita".
In questo stesso giorno
viene organizzata a
Buseto Palizzolo una
processione che rievoca
in tredici sequenze la
passione e la morte dei
Cristo. I figuranti,
disposti su tredici
carri trainati dai
trattori rimanendo
perfettamente immobili,
sfilano la domenica
pomeriggio per le vie
dei territorio busetano.
MARTEDÌ
Nel pomeriggio si svolge
a Trapani la prima
processione di Maria
Addolorata che
tradizionalmente apre i
riti processionali della
Settimana Santa dei
Trapanese. il piccolo
quadro, che durante
l’anno è custodito nella
chiesa del Purgatorio,
viene condotto
attraverso le strade del
centro storico e la sera
è collocato in una
cappella provvisoria in
Piazza Lucatelli dove la
sacra immagine sosta per
tutta la notte tra le
preghiere dei devoti e i
commenti dei visitatori.
Questa rappresentazione
dell’Addolorata è
invocata come Maria
Madre di Pietà dei
Massari, per questo il
quadro viene portato dai
massari e la
manifestazione viene
realizzata a loro spese.
Tali portatori sono gli
ultimi componenti
dell’antica associazione
"Società Bajolorum".
MERCOLEDÌ
Sempre a Trapani si
svolge un secondo rito
processionale dela
Madonna Addolorata la
cui sacra immagine viene
invocata come "Matri
Pietà du populu", Maria
Madre di pietà del
popolo. La processione,
istituita dalla
Compagnia di Sant’Anna
nel 1724, subito fu
oggetto di sentita e
numerosa partecipazione,
tanto che tre anni dopo
il vescovo di Mazara per
la particolare devozione
popolare concesse ai
partecipanti quarantatré
giorni di indulgenza.
Il quadro oggetto di
questa particolare
devozione è custodito e
condotto in processione
dai fruttivendoli e
durante l’anno è
custodito nella chiesa
intitolata a Maria
Addolorata, Il percorso
di questa seconda
manifestazione non si
discosta da quello del
martedì, anche se a
questa tradizionalmente
partecipa una folla più
numerosa. Questo secondo
quadro viene esposto per
l’omaggio dei fedeli
nella stessa cappelletta
in sostituzione della
prima immagine ormai
rientrata nella sua sede
abituale.
IL VENERDÌ SANTO
La vera esplosione della
ritualità cristiana e la
capacità ideativa del
popolo siciliano trionfa
tra il Venerdì Santo e
la Domenica di Pasqua
quando a Trapani ed
Erice vengono realizzate
le processioni dei
Misteri e il rito della
Santa Croce. Ad Alcamo
sfilano per le vie il
Cristo Morto e
l’Addolorata; a
Castelvetrano si può
partecipare alla
processione del Santo
Sepolcro; a Mazara a
quella dei Gesù Morto.
Il venerdì, il sabato e
la domenica, a
Salaparuta vengono
organizzate
rappresentazioni della
Passione.
Le due processioni dei
Misteri di Trapani ed
Erice hanno in comune il
superamento di una
gestualità vivente,
ancora di tipo
medievale, la
rappresentazione viene
fissata nei gesti delle
statue, realizzate da
artisti locali su
ispirazione di religiosi
e di una iconografia
consolidata, li
paesaggio urbano e la
folla che partecipa
diventano parte di una
scenografia
inconsapevole.
La Chiesa tra ii
Cinquecento e il
Seicento volle eliminare
l’estemporaneità
popolare e il legame con
una degenerazione della
rappresentazione dei
sacro che aveva dato
luogo a una serie di
incongruenze
narrativo-religiose.
LA PROCESSIONE DEI
MISTERI A ERICE
La manifestazione
ericina è nata nei XVIII
secolo, probabilmente a
imitazione di quella
trapanese. I gruppi,
anch’essi realizzati in
legno, tela e colla,
sono molto più piccoli e
non sono così riccamente
addobbati, segno di un
artigianato più modesto
e soprattutto molto meno
numeroso. Le scene
rappresentate sono
quattro e anche in
questo caso non mancano
le statue del Cristo
Morto e dell’Addolorata.
La processione dei
Misteri di Erice,
ispirata dalla
Congregazione del
Purgatorio, prende
l’avvio dalla chiesa di
S. Orsola, che ospita i
gruppi durante tutto
l’anno e procede, fin
dalle prime ore del
pomeriggio, percorrendo
le strette vie e le
piazzette della
cittadella medievale in
una atmosfera suggestiva
e pregna di emozioni.
TRAPANI - LA DISCESA
DELLA CROCE
A una ritualità più
nascosta e a un più
sentito sentimento
religioso si riferisce
il rito che si celebra a
Trapani nella chiesa di
Santa Maria del Gesù;
tale rito viene indicato
come la Discesa della
Croce, e si svolge in
una chiesa priva di
addobbi e di candele con
la sola luce dei primo
meriggio che penetra
dalle alte finestre
della navata centrale.
Ieri i Francescani
Osservanti, oggi dei
fratelli laici, durante
il rito staccano le
braccia dalla croce e il
corpo dei crocifisso
viene posto in un bianco
lenzuolo che la pietà
popolare vuole listato a
lutto. Ha inizio così la
processione per le
navate, l’adorazione dei
Gesù, l’ascolto della
parola e le preghiere.
Il rito ha termine con
il bacio dei fedeli ai
piedi di Cristo.
Questa funzione modesta
e intrisa di autentica
pietà religiosa rischia
di morire perla quasi
totale scomparsa a
Trapani dei Francescani
Osservanti che erano
titolari e forse
ispiratori del rito.
LA DOMENICA DI PASQUA
Per la Pasqua si
celebrano in Sicilia le
Feste dell’Aurora così
dette perché si
svolgevano di primo
mattino ed erano
ispirate daii’episodio
evangelico delle tre pie
donne che si recarono al
sepolcro e scoprirono
l’avvenuta resurrezione
di Gesù. La festa,
introdotta dai
Carmelitani Scalzi nella
seconda metà del XVII
secolo, oggi viene
celebrata in maniera più
semplice a Mazara e
Salaparuta e in modo
solenne a
Castelvetrano; la
stessa festa veniva
proposta anche in altri
comuni siciliani e
calabresi e prendeva il
nome di "Affrontata"
cioé incontro. Il
simulacro del Cristo
Risorto si incontra con
quello della Madonna
avvolta in un manto
nero; al primo incontro
cade il manto e Madre e
Figlio si inchinano. II
rito viene ripetuto tre
volte, quindi, si forma
la processione col
Cristo innanzi e la
Madre dietro e una gran
folla di fedeli. Una
volta era numerosa la
presenza del clero e dei
confrati, oggi è
avversata dalla Chiesa
locale che scorge in
questa manifestazione
soprattutto le memorie
pagane della
celebrazione della
primavera. |